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IL VENETO ANTICO
 

Fino al II sec. a.C.

I primi significativi insediamenti in Veneto si hanno nel V e IV millennio a.C., con l'inizio della diffusione e il successivo consolidamento di attività agricole e pastorali. La successiva età del Bronzo è caratterizzata dall'intensificazione degli scambi commerciali e culturali, e da processi di crescita demografica sulle coste del lago di Garda, nelle zone collinari, e lungo i fiumi.

Dal 1200 al 900 a.C., in seguito all'esaurimento delle risorse, emerge una nuova cultura, quella paleoveneta, che inizia intense relazioni con la cultura transalpina a nord, quella villanoviana a sud, quella golasecca a ovest e con i mercanti greci che approdano nella costa adriatica, e quelli etruschi provenienti dagli Appennini. Il mondo veneto funge allora da mediatore dei commerci etruschi e greci, sorgono infatti nuovi centri (Vicenza e Adria), con un occhio di riguardo con le regione germaniche.

Durante il V secolo a.C. la società veneta è ormai pienamente sviluppata e per scrivere la lingua veneta viene utilizzato l'alfabeto etrusco. A quell'epoca, però con l'invasione della pianura padana da parte dei Celti, i veneti per difendere la loro autonomia politica decidono di allearsi con Roma. Dopo aver occupato militarmente il territorio celtico-cisalpino tra il 200 e il 180 a.C., i romani intervennero presso gli alleati veneti attraverso la consueta opera di "romanizzazione". Ciò fu dovuto in primis con lo sviluppo di una rete stradale e in seguito con l'insediamento di una densa rete di centri urbani

Dopo l'espulsione di popolazioni celtiche dalla pianura friulana, nel 181 a.C. venne fondata la colonia latina di Aquileia, che con Oderzo e altre città venete orientali, divennero basi delle operazioni romane nell'alto Adriatico. La prima rete stradale fu progettata per rafforzare questo dispositivo militare: nel 148 a.C. venne tracciata la Via Postumia (Genova-Cremona-Verona-Aquileia), collegata dalla Via Popilia (132 a.C.) a Rimini attraverso Adria. Nell'89 a.C. venne concesso alle comunità alleate il diritto latino e fu avviata la sistemazione agrimensoria del territorio. Nel 49 a.C. venne concessa la piena cittadinanza. In pochi decenni le città del Veneto, divenute capoluogo di municipium, cambiarono aspetto, con la costruzione delle mura in mattoni e il rifacimento dell'impianto urbanistico. In età augustea Padova, centro commerciale e di produzione di tessuti di lana, superava tutte le città, inglobando anche Abano e Montegrotto, già allora importanti e attrezzati luoghi termali.

Se i tre secoli dal 150 a.C. al 150 d.C. sono un periodo di pacifica e prospera vita provinciale, negli ultimi decenni del II secolo d.C. inizia il tramonto dell'Impero: si susseguono incursioni di popolazioni germaniche, mentre la capitale dopo Roma e Milano, viene trasferita a Ravenna. Crebbe così di conseguenza l'importanza della fascia lagunare: dove sboccavano fiumi navigabili sorsero i nuovi centri di Eraclea (o Cittanova), San Donà, Portogruaro, Caorle.

 

 

 

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