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LA SERENISSIMA
 


1177 d.C. - 1630 d.C.

Mentre sulla terraferma si susseguivano effimeri poteri, nella laguna la comunità da Rialto otteneva l'Istria e dall'entroterra slavo, legno e schiavi da vendere all'impero bizantino e nei porti mussulmani, mentre sempre da Bisanzio importava spezie e prodotti di lusso richiesti in Occidente.

Nell'XI secolo la flotta lagunare collaborò con quella bizantina per impedire i tentativi di espansione nei Balcani del nuovo regno normanno dell'Italia meridionale, ottenendo in cambio crescenti privilegi commerciali a Costantinopoli. Alla fine del XII secolo il prestigio e la potenza di Rialto raggiungono un livello altissimo: nel 1177 si incontrano qui il Papa e Federico I per porre fine al conflitto tra Chiesa e Impero. Nel 1204 Costantinopoli viene conquistata da lagunari e crociati, che si dividono l'impero bizantino, dando vita all'Impero latino d'Oriente. Rialto assume il nome di Venezia, simbolo di un progetto di egemonia sul proprio entroterra, egemonia prima economica, e in seguito diretto controllo politico dopo il 1420.

La città nel 1169 viene organizzata in sestieri: tre sulla riva sinistra del Canal Grande (Cannaregio, S. Marco, Castello) e tre su quella destra (S. Croce, S. Polo, Dorsoduro). Nel XIV secolo viene ampliato l'Arsenale, si costruiscono grandi magazzini per le scorte alimentari, vengono edificate nuove chiese, conventi e "scuole".

Il '300 è un secolo drammatico: la peste del 1348, crisi politiche (congiura di Marino Faliero del 1355), la distruzione di Chioggia nel 1379 da parte dei genovesi. La successiva faticosa vittoria proprio sui genovesi, sancisce il dominio del Mediterraneo centrale e orientale; mentre quella su Milano, per il controllo del territorio che si estende da Bergamo alla Dalmazia, fanno di Venezia la maggiore potenze italiana e mediterranea.

Nel 1420 viene superata, dopo più di otto secoli, la frattura tra l'entroterra e la laguna, ponendo così fine alla frammentazione in comunità politiche in competizione fra loro. Venezia conferisce alla regione unità e "legge e ordine". Nel 1340 la città raggiunge i 110.000 abitanti, facendola diventare una delle città più popolose d'Europa. Pochi anni dopo la pesta nera dimezzò la popolazione: il successivo ripopolamento fu possibile grazie a un massiccio afflusso di immigrati provenienti dall'entroterra: ciò determinò mutamenti nella base economica (forte espansione delle attività artigianali e manifatturiere) e intensificò i rapporti economici e sociali a scala regionale. Nel '400 furono smantellate le strutture militari ma nelle città e nei centri maggiori la mura e le torri medievali furono mantenute con funzioni simboliche; sulla fine del secolo tutte le città si rinnovarono con un'edilizia che riprendeva direttamente i modelli veneziani.

A Venezia si concentravano le attività manifatturiere più importanti e redditizie: cantieri navali, armi, lavorazione della seta, del vetro, ma anche occhiali, specchi, sapone. Le altre città sviluppavano settori di minore importanza economica, con specializzazioni in funzione del mercato veneziano:lavorazione della lana a Padova, Vicenza, Treviso; teliere e cordami a Verona; tessuti di lino a Rovigo; lavorazioni metallurgiche a Feltre e Belluno. Il patriziato veneziano riconvertì larga parte dei propri capitali dal commercio e dal credito all'agricoltura e volle dare a questa a questo nuovo orientamento una vistosa espressione simbolica: le ville, centri padronali di grandi proprietà agricole, a metà fra la dimora rurale e il palazzo di città.

La città lagunare raggiunse i 150.000 abitanti nella prima metà del '500, ma le pesti del 1576 e del 1630 causarono terribili lutti, tanto che nonostante l'immigrazione della terraferma, la popolazione raggiunge un livello lievemente inferiore al massimo cinquecentesco: 130.000 abitanti.

Nel '600 l'economia veneta partecipa alla crisi generale dell'Italia settentrionale, alle cui attività commerciali, manifatturiere e bancarie si chiudono progressivamente i mercanti transalpini. Venezia e i centri manifatturieri veneti conservano comunque una posizione di rilievo nei mercati del Mediterraneo orientale, anche se il progressivo declino dell'impero ottomano offrirà minori opportunità. La popolazione veneta nel corso del '700 aumenta da 1,1 a 1,4 milioni di abitanti: ristagna o diminuisce la popolazione delle città, mentre quasi raddoppia la popolazione delle campagne.

 

 

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